L’Authority: migliorano i call center dei venditori di energia

Migliorano i tempi di attesa e la qualità delle risposte per chi chiama i call center delle società di vendita dell’energia.

Stando alla nuova graduatoria di merito stilata dall’Autorità per l’energia, che ha preso in considerazione i dati su facilità di accesso, qualità del servizio e grado di soddisfazione dei numeri verdi, nel primo semestre 2009 19 dei 28 operatori monitorati risultano aver migliorato le prestazioni rispetto ai sei mesi precedenti.
La graduatoria completa è disponibile sul sito www.autorita.energia.it.

 

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Esempio di agricoltura sostenibile a Sondrio

La sfruttamento della biomassa di scarto rappresenta senza dubbio una delle migliori strade da perseguire per lo sviluppo economico del Paese. Questa riflessione nasce da una pratica che sta prendendo sempre più piede in Italia, ovvero quella di utilizzare i sottoprodotti della filiera agroalimentare per la produzione di energia elettrica e termica necessari per i consumi delle aziende del settore.

Un impianto nella provincia di Sondrio, alimentato da questo tipo di biomassa, è stato realizzato da Sebigas, da AB Energy e dalla collaborazione con Fiper (Federazione italiana per le energie rinnovabili), dovrebbe essere in grado di produrre a regime 3 milioni e 780 mila kWh ogni anno e un’energia termica di 800.000 kWh.

Oltre che un enorme potenziale energetico, l’impianto annovera tra i vantaggi anche la flessibilità di numerosi matrici organiche che questa tecnologia applicata consentirà di utilizzare nel processo di digestione anaerobica.

Si tratta di: colture energetiche come cereali, colza, girasole, foraggi; residui di coltura come foglie e colletti di bietola, stocchi di mais, paglia, frutta, vegetali e foraggi di scarsa qualità; liquami e letami degli allevamenti zootecnici, acque reflue dell’agro-industria, bucce di pomodoro, vinacce, sanse di oliva, scarti di macellazione.

Le aziende agroalimentari consorziate convogliano la loro materia di scarto, altrimenti inutilizzata, all’impianto, trasformandola di fatto in importante materia prima per la produzione di energia elettrica e termica.

Il potenziale di questa attività è enorme: tale pratica permette infatti di trasformare quello che è un peso economico per le aziende (i sottoprodotti infatti devono essere smaltiti da altre aziende specializzate in questa pratica) in una importante ricchezza, preservando l’ambiente evitando l’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera.

Fonte: Ecoblog

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Progetto 100 Impianti x 100 Comuni per rilanciare il mercato fotovoltaico

Pannelli solari a Villacidro (CA) lE.N.E.R., l’Ente nazionale per le energie rinnovabili, ha promosso il progetto “100 impianti fotovoltaici in 100 comuni d’Italia”, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, che prevede la costruzione di 10 mila micro centrali elettriche domestiche da 3 KW per un totale di 30 MW. Gli impianti saranno realizzati nell’arco di 18 mesi con un investimento pari a 200 milioni di Euro che, si spera, avrà ottime ripercussioni in campo occupazionale.

Iniziative di questo tipo sono finalizzate a rilanciare il mercato del fotovoltaico che, nonostante il sistema incentivante, non ha dato i frutti sperati, seppure buoni frutti ha dato. Inutile nascondere e nasconderci che la crescita registrata nel nostro Bel Paese in un semestre, si è registrata in Spagna in un solo mese. Ma si sa, inutile paragonarsi ai giganti. Ammesso e non concesso che, con diverse politiche e scelte strategiche avremmo potuto già diventare anche noi “altissimi”.

Una delle possibili soluzioni ipotizzate, oltre allo snellimento delle procedure, è la modifica della legge che prevede lo scambio sul posto di energia, rispetto alla quale l’Ente intende avanzare una proposta al Parlamento. L’idea è quella di rendere possibile lo scambio dell’energia prodotta anche a distanza, e fare in modo che anche i cittadini che vivono in condomini abbiano la possibilità di accedere alle energie rinnovabili. Per raggiungere questo obiettivo Ener ritiene opportuno puntare sulla creazione di cooperative locali alle quali potranno aderire tutti i cittadini che vorranno investire nelle rinnovabili. Due esempi? Enercoop Prato e Enercoop Bellizzi che hanno in progetto di realizzare impianti fotovoltaici da 200 KW.

Ma tornando al progetto “100×100” segnaliamo la recentissima iniziativa del Comune di Casamassima, in provincia di Bari, che ha pubblicato il bando per l’installazione senza oneri (tranne eventuali costi a carico del richiedente per necessarie opere murarie) di un impianto fotovoltaico da 3 KW (compresa la manutenzione per 20 anni) per 100 famiglie che potranno così godere di energia elettrica in modo pulito e gratuito.

La sigla del protocollo d’intesa tra Comune di Casamassima ed Ener si è tenuta lunedì 23 novembre, presso il palazzo Monacelle.
Analoga iniziativa sta interessando le amministrazioni Comunali di Comiso, Modica e Ragusa. Il relativo bando di partecipazione e i vari allegati sono scaricabili dal sito : www.eneritalia.org o www.enerbandi.org oltre che sui siti dei comuni di Comiso, Ragusa e Modica.

Fonte: Pannello fotovoltaico
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In Norvegia la prima centrale elettrica a osmosi

Si sta realizzando in Norvegia, a Tofte, non molto distante da Oslo, la prima centrale elettrica a osmosi da 25 MW. Sarà messa in funzione il 24 novembre e a regime nel 2015. Un risultato che arriva a più di trecento anni dalla scoperta dell’osmosi da parte del fisico Jan-Antoine Nollet.

La centrale è il frutto di oltre dieci anni di ricerca della Statkraft, multinazionale dell’energia che si distingue per i forti investimenti nelle fonti rinnovabili. Il progetto, partito nel 1997, ha coinvolto anche parecchi ricercatori di paesi diversi dalla Norvegia. Dopo l’avvio della prima centrale è prevista una serie di test ed esperimenti finalizzati a industrializzare la soluzione per la sua commercializzazione entro alcuni anni.

Il funzionamento “osmotico” è abbastanza semplice. Quando acqua salata e acqua dolce sono divise da una sottile membrana semi-permeabile si crea un flusso d’acqua dolce verso quella salata. In questo modo è possibile creare una differenza di pressione tra i due contenitori, divisi dalla membrana, che può raggiungere 12 bar. Tale differenza di pressione può essere utilizzata per produrre energia elettrica rinnovabile e, com’è ovvio, disponibile liberamente in natura.

È importante evidenziare che questa tecnologia innovativa permetterà di accedere a una parte dei 1.600-1.700 TWh all’anno disponibile in natura, spiegano dalla Norvegia, pari al 50% dell’ attuale produzione di energia elettrica dell’intera Unione europea. Per capirci, il fabbisogno nazionale italiano attuale è poco oltre i 300 TWh.
Nell’approccio alla nuova tecnologia, i paesi del nord Europa sono favoriti per quantità di acqua dolce (la Norvegia, per esempio, ne dispone in quantità tre volte maggiori rispetto all’Italia). In compenso la salinità dei nostri mari è maggiore.

Fonte: E-Gazette
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Olanda, Ungheria e Svezia: dall’eolico alle radici, ecco gli impegni per favorire elettricità pulita

Torri eoliche ad Argonne,Francia (b)Da mega impianti eolici a rami e radici per i biocarburanti: in Europa tutto fa energia rinnovabile. Olanda, Ungheria e Svezia sono tre esempi di impegno per favorire l’elettricita’ da fonti ‘pulite’.

Nella regione olandese di Flevoland si e’ puntato sul vento e nel 2012-2013 si iniziera’ a realizzare il progetto ‘Windenergy Noordoostpolder‘, il piu’ grande impianto eolico del paese. Obiettivo dell’ambizioso progetto, che coinvolge nove consorzi e piu’ di 100 agricoltori, e’ di produrre 450 MW, quanto basta per fornire elettricita’ a 480.000 famiglie e a ridurre ogni anno la produzione di CO2 di 827 chilo tonnellate.

Forte del suo patrimonio boschivo la regione svedese di Norbotten ha invece indirizzato ricerca ed investimenti verso la produzione di nuovi biocarburanti prodotti a partire dai rifiuti boschivi. Nel progetto ‘Il futuro delle macchine-biocarburanti di seconda generazione’ vengono valorizzati rifiuti come i rami, le radici ed anche gli alberi di piccola dimensione. La Svezia conta di poter sostituire il 45% del suo attuale consumo di benzina e diesel con i biocarburanti di seconda generazione prodotti a partire dagli scarti boschivi.

La regione North Hungary si e’ invece focalizzata sullo sviluppo di un modello integrato di un cluster bioenergetico e di uno sulla decentralizzazione dell’energia, destinato ad essere copiato e sviluppato nell’intero paese. Il progetto, con un’industria ambientale diventata uno dei settori piu’ importanti della regione, risponde inoltre alla duplice sfida di sviluppare l’occupazione e preservare l’ambiente.

Fonte: Ansa
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Intesa Usa-Cina spegne le speranze di un risultato “vero” a Copenhagen

L’incontro tra il presidente statunitense Barack Obama e quello cinese Hu Jintao ha sancito il mancato accordo sui tagli alle emissioni di CO2 tra i rappresentanti delle nazioni che hanno partecipato al vertice dell’APEC, (Organizzazione per la cooperazione economica dei paesi dell’Asia-Pacifico).

Molti autorevoli esperti avevano realisticamente previsto che gli interessi di Cina e Usa (le due maggiori potenze industriali del mondo e i due paesi più inquinatori), ma anche quelli di numerosi paesi asiatici, a partire dall’India, non hanno voglia, denaro e fantasia per impegnarsi in un gravoso e costoso programma di lotta all’emissione dei gas serra, almeno in termini di scadenze precise, livelli prestabiliti e sanzioni per chi non è in regola.

Nessuno negli ultimi tempi ha negato a parole la necessità di affrontare l’emergenza climatica, ma da Obama al presidente dell’Indonesia Susilo Bambang Yudhoyono, dal russo Medvedev, al brasiliano Lula, tutti hanno preso, o lo stanno facendo, dei provvedimenti in merito. Ma nessuno di loro vuole impegnarsi in modo vincolante, con un’autorità che controlli standard di riduzione dei gas serra, tempi di raggiungimento dei livelli determinati, in una comune condivisione di sforzi e di obiettivi.
E su questo si costruirà il fallimento della Conferenza di Copenhagen e si metterà a rischio il futuro della Terra, soprattutto perché è passato il principio che non esistano delle scadenze improcrastinabili.

A pochi giorni dalla conferenza di Copenaghen, i ministri Ue dell’Ambiente si dedicano a due giorni di consultazioni informali. Si trovano a discutere la nuova situazione che si é determinata a Singapore, con il sì del presidente americano, Barack Obama, alla proposta danese di un accordo in due tempi. I ministri della Ue così si trovano presi in contropiede e in evidente difficoltà nel preparare una trattativa, destinata fin d’ora al fallimento. L’assenza di target vincolanti per le emissioni è il problema maggiore.

 

Fonte: Rinnovabili.it
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Ricerca UE: ecosistemi e biodiversità aumentano la crescita economica

Uno studio finanziato dalla Commissione europea dimostra quanto gli ecosistemi e le biodiversità siano investimenti proficui.
La natura sostiene un’ampia serie di settori economici e aumenta le possibilità di crescita economica. Le sue capacità di fornire servizi vitali come l’acqua e di regolare il clima sono spesso più economiche delle soluzioni tecnologiche inventate dall’uomo. Sono queste alcune delle conclusioni della relazione sull’economia degli ecosistemi e della biodiversità, presentata oggi dal commissario all’ambiente Stavros Dimas.

Il prossimo passo sarà la creazione di un gruppo di lavoro su questi temi, sul modello del ‘Panel intergovernativo sul cambiamento climatico’ (Ipcc) che, formatosi nel 1988 su iniziativa dell’Onu, ha fornito i lavori che sono alla base di accordi mondiali come quello di Kyoto e ha contribuito in larga parte alla presa di coscienza collettiva dei problemi legati al riscaldamento globale.

 

Fonte: Impresa e Ambiente
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Diminuisce la capacità degli oceani di assorbire Co2

Il primo studio effettuato anno per anno sulla quantità di anidride carbonica assorbita dagli oceani del mondo a partire dalla rivoluzione industriale, conferma una tendenza preoccupante: gli oceani stanno lottando per tenere il passo con tutto il carbonio che gli esseri umani immettono nell’atmosfera. La percentuale di emissioni assorbita, purtroppo, è in calo fino ad un massimo del 10% dal 2000.

Lo studio, condotto da Samar Khatiwala dal Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University, è stato pubblicato nell’ultima edizione della rivista Nature. Il punto centrale è la conferma di ciò che stava preoccupando da tempo il mondo scientifico, e cioè che la natura non è più in grado di assorbire la Co2 emessa dall’uomo.

Lo studio esamina l’accumulo di carbonio industriale negli oceani risalente al 1765 e prosegue fino al 2008. A partire dal 1950 c’è stato un notevole aumento della quantità di emissioni che devono essere assorbite dagli oceani, ma non è stato fino al 2000 che la percentuale delle emissioni ha iniziato il suo declino – anche se in termini assoluti il quantitativo assorbito è continuato ad aumentare. L’anno scorso gli oceani hanno stabilito un nuovo record per l’assorbimento del carbonio, assorbendo 2,3 miliardi di tonnellate di CO2.

Per renderci conto dell’importanza degli oceani, almeno da questo punto di vista, basti pensare che più di un quarto di tutte le fonti umane di emissioni di CO2 vengono assorbite proprio da essi. Se la loro efficienza diminuisse, la quantità di inquinamento nel mondo potrebbe subire un improvvisa impennata.


Fonte: Ecologiae
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Certificazione energetica: il Piemonte mette in linea un sito web dedicato

La Regione Piemonte ha messo in linea un sito web dedicato che consente di espletare on line molte operazioni relative alla certificazione energetica degli edifici.

Il mese scorso, come è noto, è infatti entrata in vigore la certificazione energetica degli edifici; per questo il Piemonte ha aperto questo link diretto al Sicee, il Sistema informativo per la certificazione energetica degli edifici, realizzato con il supporto di Csi-Piemonte, che gestisce l’elenco regionale dei soggetti abilitati al rilascio dell’Attestato di certificazione energetica (Ace).

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Scenario in attesa della conferenza di Copenaghen

Fra tre settimane prenderà il via l’attesissima conferenza sul clima di Copenaghen e sarà fondamentale la posizione delle principali potenze mondiali per il futuro del nostro eco-sistema. Proprio perché il summit sia un grande successo, Stati Uniti e Giappone hanno stretto un’alleanza per lo sviluppo delle fonti energetiche non inquinanti.

Ed è proprio puntando sul tema ambiente che il Presidente Obama ha inaugurato il suo viaggio in Asia, con il nobile scopo di raccogliere posizioni comuni e creare una nuova rete diplomatica che sorregga scelte condivise e ponga le basi per futuri accordi che ridisegnino la geopolitica globale.

Ieri, durante un incontro ufficiale bilaterale, il premier giapponese Hatoyama si è espresso sulla necessità di combattere il riscaldamento globale dichiarando di avere, entro il 2015, l’obbiettivo della riduzione dell’80% delle emissioni. E proprio per far sì che la conferenza Cop15 sia un successo, vi è stata una solenne promessa di collaborazione.

Tra i vari progetti di interesse s’annoverano la creazione di una taskforce per creare una strategia per le isole Hawaii e Okinawa al fine di renderle completamente auto-sostenibili dal punto di vista energetico, grazie all’uso di solare ed eolico e l’impiego di micro griglie elettriche.

Importanti anche le dichiarazioni di Obama sul ruolo della Cina nel futuro degli sviluppi commerciali ed energetici. Il Gigante d’Oriente gioca ormai un ruolo di primo piano nell’economia mondiale e il Presidente americano non ha dimenticato di ricordare come un corretto sviluppo economico debba necessariamente tenere conto anche della sostenibilità ambientale.
Ma la Cina non sta certo a guardare e tanto per fare un esempio, lo scorso marzo il Ministero delle Finanze cinese ha lanciato il programma nazionale Tetti Solari pensato per porre l’accento sulle forme di fotovoltaico nell’edilizia. La prima serie di domande sono state presentate già ad aprile e fino ad oggi il governo ha approvato 111 progetti per un totale di 91 MW di potenza.

Il messaggio sembra chiaro. Il clima e l’ambiente stanno aspettando ormai da troppo tempo risposte concrete e il tempo a disposizione sta inesorabilmente svanendo.

Fonte: IlPannelloFotovoltaico
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