L’aspirapolvere che aiuta a ‘pulire’ anche l’ambiente

Il giovane ideatore del primo aspirapolvere ecologico è uno studente universitario, riuscito a convincere un’azienda inglese del settore a mettere in commercio l’interessante e avanguardistico progetto: il famoso elettrodomestico per le pulizie di casa, realizzato completamente con materiali riciclati, e in particolare con il cartone.

Riguardo all’invenzione esistono, com’è ovvio, vantaggi e svantaggi. L’aspetto oggettivamente più rilevante dal punto di vista dei vantaggi consiste nella possibilità di inquinare di meno: i pannelli riciclati che compongono l’aspirapolvere, infatti, oltre ad essere sostituiti ad un prezzo inferiore rispetto a quelli di plastica, consentono di ridurre anche la produzione di RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), faticosamente smaltibili ed inquinanti.

Un fattore che inoltre può stimolare la creatività e divertire anche i più piccoli è che l’innovativo ed originale elettrodomestico può essere personalizzato utilizzando pennarelli e matite colorate.

Per quanto riguarda, invece, gli aspetti meno positivi, è da considerare che la durata media dei pannelli di cartone riciclato è solo di tre mesi, quindi la sostituzione degli stessi deve avvenire molto spesso.

Non resta che attendere la risposta dei consumatori che utilizzeranno l’aspirapolvere ecologico, allora, e, nel frattempo apprezzare il giovane inventore dell’apparecchio rispettoso dell’ambiente che, oltre ad eliminare la polvere domestica, aiuta a ridurre le polveri inquinanti da smaltimento dei rifiuti.

Fonte: Eticamente.net

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