Il nuovo stadio della Juve è green

Inaugurato ufficialmente l’8 settembre, il primo campo sportivo di proprietà della Juventus è stato concepito per ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Per evitare un ulteriore consumo di suolo, il nuovo stadio è stato innanzitutto realizzato sullo stesso sito del vecchio ‘Delle Alpi’, dalla cui demolizione – effettuata senza esplosivi – sono inoltre stati ricavati e reimpiegati alcuni materiali, evitando sprechi di risorse ed abbassando la produzione di rifiuti: il cemento armato dei vecchi gradoni è stato, ad esempio, frantumato ed utilizzato per lo strato portante del terreno, mentre parte dei 40 mila metri cubi di calcestruzzo adoperato proviene proprio da materiale legato all’abbattimento dell’impianto precedente. L’operazione ha consentito un recupero di 6000 tonnellate fra acciaio, rame ed alluminio, con un risparmio valutato in oltre 1 milione di euro.

L’attenzione all’ambiente coinvolge anche la componente energetica dell’impianto: il progetto mira, infatti, a ridurre il più possibile il consumo i energia da fonti non rinnovabili, attraverso alcune strategie sostenibili.

Per l’acqua calda e il riscaldamento degli ambienti e del terreno di gioco, ad esempio, viene effettuato l’allacciamento alla rete di teleriscaldamento; per l’acqua sanitaria per gli spogliatoi e le cucine dei ristoranti sono usati impianti solari termici; per l’irrigamento del campo, infine, vengono recuperate le acque da precipitazioni atmosferiche, con un abbattimento almeno del 50% del tradizionale consumo idrico.

Per l’energia elettrica, lo stadio fa invece ricorso ai pannelli fotovoltaici, uniti a dei dispositivi di inseguimento solare, così da massimizzarne la resa.

Il nuovo stadio super-ecologico non vuole quindi rappresentare solo un’innovazione dal punto di vista estetico e dei servizi, ma anche un modello architettonico avanzato dal punto di vista ambientale.

Fonte: Ecovideoblog.it

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