Rinnovabili: ad Amburgo un bunker della guerra contro il clima pazzo

Anche un ex bunker nazista può servire nella lotta al cambiamento climatico in Germania: durante la Seconda guerra mondiale veniva utilizzato come rifugio contro i raid aerei alleati, ma presto questa fortezza di cemento armato diventerà uno dei simboli della svolta tedesca a favore dell’energia rinnovabile.

L’edificio in questione è l’ex bunker che sorge nel quartiere Wilhelmsburg di Amburgo. Una parte della struttura è stata abbattuta negli anni Settanta, ma l’edificio principale giace abbandonato da decenni nel centro della città. Il progetto è in corso di realizzazione e dovrebbe essere completato nei primi mesi del 2013, quanto il bunker ospiterà un impianto a biomassa integrato dalla produzione di energia solare attraverso l’installazione di pannelli sul tetto e sulla facciata sud. Nel complesso, secondo le autorità della città-Land, il nuovo impianto fornirà energia a circa tremila famiglie.

“Portando la produzione di energia nel centro del contesto urbano stiamo facendo qualcosa di nuovo’’, ha spiegato il coordinatore del progetto, Karsten Wessel. “In Germania esistono già comunità autosufficienti al 100% in termini di fabbisogno energetico, ma si trovano soprattutto nelle aree rurali”, ha aggiunto. Monaco di Baviera conta di soddisfare il 100% del proprio fabbisogno energetico con le rinnovabili entro il 2015, “ma importando energia da tutta Europa e dai parchi eolici offshore – ha proseguito Wessel. – Noi invece lavoriamo localmente”.

Con il previsto abbandono anticipato del nucleare (nel 2022), la Germania si propone di accelerare l’espansione delle energie pulite in modo da raggiungere – al più tardi entro il 2020 – una produzione che soddisfi il 35% del fabbisogno nazionale, per passare al 50% entro il 2030 e all’80% entro il 2050. Ad oggi, il 23% dell’energia tedesca proviene dalle centrali atomiche, il 17% dalle rinnovabili, il 24% dalla lignite, il 18% dal carbone, il 13% dal gas naturale e il rimanente 5% da altre forme alternative di alimentazione.

Subscribe to EcoPensiero – efficienza e sostenibilità by Email

Add to FacebookAdd to DiggAdd to Del.icio.usAdd to StumbleuponAdd to RedditAdd to BlinklistAdd to TwitterAdd to TechnoratiAdd to Yahoo BuzzAdd to Newsvine

One Comment

  1. Posted 3 settembre 2011 at 8:52 am | Permalink

    Notizia decisamente interessante sul sito di Roberto Saija: “La Robin Tax dovrebbe essere applicata a tutte le aziende che usufruiscono di concessioni pubbliche e ne traggono grandi guadagni: non solo il settore dell’energia quindi ma anche ad esempio i trasporti, le telecomunicazioni, i servizi idrici”.


Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: