Aquiloni sottomarini per catturare l’energia del mare

aquiloni sottomarini - il blog di Sorgenia - img da rinnovabili.itL’associazione aquiloni e rinnovabili riporta subito alla mente il noto progetto KiteGen, progetto ideato da Massimo Ippolito, in cui si applica il principio kitesurfing alla produzione di energia eolica.
L’idea ha spinto la società Minesto, spin-off anglo-svedese del gruppo Saab, a portare il concetto dall’alte quote atmosferiche ai fondali marini.

La considerazione è ovvia: l’energia cinetica di onde che scorrono a 2,5 m/s è maggiore a quella di un vento a 260 km/h, dal momento che l’acqua marina è 832 volte più densa dell’aria. A rendere più accattivante questa fonte anche la sua maggiore affidabilità dal momento che le maree possono essere calcolate con una precisione prossima al 100%.

Da qui, si concretizza il progetto Deep Green Principle, per il quale la compagnia ha studiato un aquilone costituito da un’unica ala di 12 metri e da una turbina sottostante – una forma che ricorda vagamente i primi aerei monoplani – collegato al fondale tramite un attacco. Le forze idrodinamiche determinate dalla velocità delle correnti muovono il kite che grazie ad un sistema di controllo esegue una traiettoria rotazionale prestabilita, in maniera tale da ottimizzare la conversione energetica. Ogni unità è dotata di una potenza nominale di 0,5 MW e date le piccole dimensioni rispetto ad altri impianti o prototipi marini non richiede fondamenta massicce. Un alleggerimento che si ripercuote anche sul costo stimabile in 0.06-0.14 euro su kWh.

La nuova tecnologia – spiega Minesto – contribuirà ad un aumento sostanziale delle potenzialità della fonte marina, con la sua capacità di produrre energia da aree in cui le altre tecnologie sono meno efficienti”.
Ciò è dovuto principalmente all’ampliamento delle caratteristiche che rendono un sito adattabile alla tecnologia: una velocità della corrente di 1.2-2.2m/s ed una profondità compresa tra i 60e i 120 metri. “Solamente nel Regno Unito, Deep Green potrebbe aggiungere 18 TWh di energia elettrica al potenziale delle maree”. Attualmente Minesto sta sperimentando un prototipo in scala 1:4 a largo delle coste dell’Irlanda del Nord.

Fonte: Rinnovabili
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One Comment

  1. Posted 21 novembre 2009 at 6:09 am | Permalink

    Mi sembra utopico.. troppo impegnativo.. ci sarebbero alternative “piu’ pratiche” degli Aquiloni .. il solare ad esempio.. a proposito ..si scrive senza la “c” AQUILONI in italiano.


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